martedì 19 settembre 2017

La regina mangia il cavallo e supera il livello



Era una villa, in mezzo ad una foresta, immersa nel verde di un prato.
Due amiche, la proprietaria  faceva visitare la bella dimora.
Due gatti, grandi e bianchi girano per il giardino.
Poi due cavalli, anch'essi bianchi e indomiti.
Le due donne rientrano nella casa a chiacchierare, all'improvviso passano i gatti macchiati di sangue, con passo felino.
Le due donne escono a controllare,
Nel giardino del retro i due cavalli morti , e i gatti che ne mangiano i resti.
La proprietaria, con tranquillità osserva che i gatti hanno ammazzato i cavalli,
forse perchè pericolosi.
Le due amiche rientrano in casa e si preparano per la notte.
I gatti piangono e vogliono entrare in casa.
L'ospite impaurita per il loro potere non li vuole, ma esce a controllare cosa hanno:
si trasformano in bambini con le dita mozzate e un pianto disperato.
Mi sveglio.
Era un sogno.

sabato 2 settembre 2017

Il Tuareg e l'amministratrice di condominio


Il tuareg
Si trovava in una zona del deserto appartenente al Magreb,  per poter godere appieno di quel luogo meraviglioso, in cui è possibile percepire l'immensità del Creato.
Per i turisti erano previsti sia gite fra le dune, con i cammelli che cavalcate insieme ai tuareg.
Lei era lì che guardava la giostra di quei fieri cavalieri, vestiti di nero, sopra bellissimi cavalli che emanavano forza irruenta e controllata .
Molti tra bambini e turisti salivano sui cavalli, con i cavalieri e si lanciavano in corse che sembravano fulmini.
Lei era li che guardava affascinata, ma fermamente decisa a non lasciarsi andare in quella giostra, intimidita dall'energia atavica  del cavallo e cavaliere.
Il capo dei tuareg, la guardava, aggancio' il suo sguardo, come ad invitarla, lei abbassò lo sguardo, e rialzandolo fece segno di no.
Passò qualche minuto, il tuareg, vestito di nero e imponente sul suo magnifico cavallo, iniziò a cavalcare e girare in tondo, nella giostra preparata per i turisti, prese velocità, le passò accanto e con una mossa fulminea la prese e la mise davanti a se sulla sella.
Spavento, eccitazione, paura, libertà, furono mille le emozioni provate in quei pochi istanti.
Dopo un paio di giri il tuareg la riporto' nella posizione precedente, lasciandola stordita e confusa.


L'Amministratrice

Mentre lavorava, tra le scartofie, sentì una voce imperiosa dentro di se:
" Vai a trovarlo!"
A quel punto il condominio, che era composto dalle varie voci della sua personalità, si animò: a chi apparteneva quella voce estranea che dava ordini?
Tutti la udivano, ma nessuno era in grado di spiegare a quale condomino appartenesse.
I condomini più razionali, fecero presente che un'uscita a quell'ora sarebbe stata controproducente: c'era il il lavoro in corso, lei avrebbe dovuto farsi la doccia, prepararsi e uscire a quel punto metà della mattinata si sarebbe persa.
La parte dei condomini, più indisciplinati, fece notare che c'erano delle spese da fare, che in fondo un "pò di aria" avrebbe fatto bene all'Amministratrice e così con altre scuse, che nascondevano solo la voglia di trovarsi al cospetto del centro d'interesse ed energia , della anfetamina che toglieva stanchezza e dava la possibilità di andare ancora avanti, dell'lsd che faceva intravedere mondi misteriosi, della cura antietà che le aveva regalato una nuova luminosità.
Il condomino, nel suo insieme valutando la portata di quel "centro d'interesse", non potendo disattendere totalmente le istanze di tutte le parti, aveva sottoposto ad una severa serie di regole la frequentazione del "centro":
1) Le visite vere e proprie, senza alcuna ragione potevano farsi solo 1 volta al mese.
2) Potevano farsi visite una volta alla settimana se e solo se: si doveva comunicare qualcosa di attinente al lavoro, senza barare, perchè il lavoro è sacro!
3) potevano farsi visite se il centro era di passaggio per altre commissioni, anche qui senza barare  e quindi senza allungare anche solo di un passo la strada percorribile.
E comunque per i punti 2 e 3 il totale non doveva superare le 2 volte alla settimana e sottrarre tempo necessario alle altre incombenze.
Si fece la votazione per la nuova visita e l'esito finale fu negativo!
A quel punto arrivò il messaggio della ragazza che doveva arrivare di pomeriggio per svolgere un lavoro che chiedeva un particolare prodotto, il quale non era stata precedentemente acquistato.
Questo cambiò la decisione dell'Assemblea che diede incarico all'aministratrice di uscire, a quel punto con altre commissioni, affinchè il punto 2 e 3 potessero essere rispettati.
L'Amministratrice aggiunse di suo un libro da prestare.
Arrivò al centro e aprì la porta, ma nella hall non vi era nessuno,
si udivano delle voci.
Lei si avvicinò al banco in attesa, sapendo che qualcuno si sarebbe presentato.
Ed eccolo, fare capolino da una porta: imponente, atletico, vestito di nero.
Bellissimo.
Mentre si avvicinava, il condominio iniziò la rivolta, gli indisciplinati, o meglio le indisciplinate saltarono sulle sedie gridando a squarciagola, incitando frasi al limite dell'osceno per stordire l'Amministratrice, e farle perdere il controllo.
Il gruppo degli anziani, riuscì ad avere la meglio, e ordinò di consegnare il libro, in maniera da avere tempo per gestire la situazione.
Ma il bellissimo "tuareg" poggia il libro e l'abbraccia, le indisciplinate, eccitate come scimmiette impazzite saltano addosso agli anziani, mentre le assessuate, finora in disparte iniziano a preoccuparsi e prepararsi alla lotta.
L'amministratrice, con il capo appoggiato al petto del tuareg, è confusa da morire, ma vorrebbe che l'attimo non finisse mai.
Poi, o l'allontana lui, o si allontana lei, ci dovrebbe essere lo scambio dei bacini sulla guancia.
Chissà perché, c'è un attimo di imbarazzo.
Dentro di lei le condomine indisciplinate guidano l'assalto al grido: " bacio, bacio .... bacio", le assessuate si lanciano all'attacco, aggredendo le indisciplinate.
I condomini seri, fanno presente che la situazione è in vetrina.
Lui, il tuareg si avvicina pericolosamente all'Amministratrice, 
e le dice che ha del rossetto sui denti.
Ie assessuate, prendono la direzione dell'Assemblea e riescono a far scappare l'Amministratrice in bagno, con la scusa del rossetto.
Al ritorno il bel tuareg e dietro il banco.
Lei nota la camicia leggermente aperta sul petto, fa un sospiro, rimette a posto le condomine indisciplinate ormai in completo stato di abbandono al desiderio insoddisfatto, e chiede la soluzione fisiologica.
Arriva un altro cliente, lei  saluta e si avvia a fare spese.
Comunque, a certi uomini il nero dovrebbe essere vietato! Anzi loro dovrebbero essere vietati.

martedì 25 luglio 2017

Ritratto: supermercato di beni e di ....."servizi"


Ormai ci siamo assuefatti alla vista di giovani ragazzi di colore davanti agli ingressi dei supermercati.
Qualche tempo fa salutando uno di loro, perchè un sorriso è giusto e doveroso per ogni essere umano, mi sono resa conto, da qualcosa nello sguardo e nell'atteggiamento che non era lì per chiedere le solite monetine.
Il giorno dopo, passando sempre per quella strada, sempre lo stesso ragazzo, mi sorride con fare "amicante" e mi fa un complimento, la cosa più che farmi piacere mi crea non poco fastidio.

Ferma, in fila per pagare il conto, osservo la vita fuori del supermercato
Il ragazzo è li
Sarà alto circa 1,70 cm, carnagione scura come il carbone;
sembrerebbe avere vent'anni, ma ad un'osservazione più accurata potrebbe avere anche 28/30 anni.
A volte assume espressioni di una durezza che , anche dietro il vetro mi spaventa.
Alterna sorrisi ai passanti, con espressioni dure, appena la persona si avvia.
Ha lineamenti abbastanza fini, solo la dentatura bianchissima è un po' troppo sporgente.
I capelli sono tagliati corti, come tutti i ragazzi giovani, quasi rasati ai lati, una righina ad un lato e poi leggermente più lunghetti sul capo.
ha mani strane, lunghe, con un monte di venere sviluppatissimo, il che conferma il disagio da me provato nei suoi confronti.
Il fisico è messo in evidenza da una camicia blu chiaro attillata,  aperta qualche bottone di troppo,
che viene sistematicamente allisciata ad ogni passaggio di clienti del supermercato.
Sorride alle signore e ai signori di una certa età e chiede monetine alle signore troppo anziane per qualsiasi desiderio.
Esce una signora, più giovane di me, sui 45, con pacchi e pacchetti, lui le sorride seducente e le prende le buste accompagnandola alla macchina.
lei sale chiude lo sportello, lasciando il finestrino aperto,
lui si appoggia allo sportello e si vede che parlano di qualcosa.
Lei gli fa un cenno e lui sale in macchina.
Si allontano insieme.


lunedì 24 luglio 2017

Single

Benchè i tempi siano cambiati,
apparentemente essere single non è più un "peccato" o un marchio di infamia come qualche tempo fa,
apparentemente!
Chi è single, nella vita odierna viene comunque guardato con malcelato disprezzo da chi ha fatto scelte diverse,
come se sposarsi fare figli sia sinonimo di realizzazione personale maggiore,
come se non si sia stati abbastanza belli
abbastanza intelligenti
abbastanza qualsiasi cosa per non essere riusciti a mandare avanti una qualsivoglia vita di copia.
Chiacchierando con un'amica di un'amica, dotata di feroce sarcasmo e single .....
Amica di amica :" vedi questa fede? era di mia mamma, sai perchè l'ho messa?"
E noi ." Per ricordo di tua madre?"
Amica di amica :" No! mi sono rotta i coglioni di dire che sono single quindi dico che sono vedova?"
Noi: " ah!"
Amica di amica:" Poi quando mi chiedono di cosa sia morto, io rispondo :suicidio! e quindi non hanno più il coraggio di chiedermi nulla!"


martedì 11 luglio 2017

Ritratto: operaio


Uomo bianco di età indefinita, sicuramente sopra i 50.
Per molte persone dimostrare la propria età non è facile, sono  le condizioni di vita che invecchiano il fisico in maniera più pesante per alcuni che per altri.
Spesso si tratta di vera e propria usura.
La persona da me osservata, dimostra 70 anni,
è alto circa un metro e settanta, capelli molto brizzolati, trascurati nel taglio ma folti.
Pelle del viso scurita dalla vita all'aperto e rinsecchita dal troppo sole.
Occhi chiari sull'azzurro, sguardo non vacuo, ma neanche troppo brillante.
Ha un atteggiamento cortese ma la parlata chiusa, quasi incomprensibile ne limita la socievolezza.
Indossa un paio di calzoncini bianchi, con una banda di strisce blu e rosse che scorrono da un lato, passano sotto l'elastico in vita e terminano all'altro lato.
L'elastico in vita è slabbrato e fa si che i calzoncini pendano a metà bacino, lasciando intravedere il boxer sottostante.
Il calzoncino, così appeso, termina sotto il ginocchio , accarezzando  un polpaccio nervoso, su una caviglia incredibilmente sottile, che fuoriesce da grossi scarponi da lavoro, pieni di polvere, vecchi e con i lacci usurati lasciati lenti.
Sopra una maglietta, di colore indefinito a causa della polvere, tenta di celare un ventre prominente.
Mi sorride, lasciando intravedere una dentatura non curata, dove le privazioni hanno lasciato vuoti che sembrano incolmabili, e che risorse economiche sufficienti potrebbero benissimo riportare ad una condizione dignitosa.

sabato 8 luglio 2017

Ritratti: Giovane donna

A vederla ti veniva da chiedere ma è un Elfo o una fatina?
Appartenente alla categoria delle donne minute , è dotata di estremità in miniatura,
un'immagine di delicatezza eterea.
Viso ovale, grandi occhi castani inquieti,
mento leggermente sfuggente, denti bianchi e piccoli.
Grande massa di capelli lunghi, castani alla radice e degradanti al biondo sulle punte.
La parte centrale del corp, molto piacevole, con seno abbondante ,vita sottile e bacino arrotondato.
Il tutto sempre coperto e ingentilito da abiti e camicie di tessuti leggeri e svolazzanti di colori tenui o fantasie floreali, spesso tagliati in vita.
Ma lei è una guerriera.
La sua battaglia : quel dolore interiore che ha portato i psichiatri a darle l'etichetta di "border line"
Quando sei vicina a ragazzi e ragazze che devono affrontare gli scogli dei limiti della loro esistenza, che per sopravvivere, senza essere disprezzati, evitati, allontanati, messi ai margini della società, devono trovare strade, che superano il concetto del bene e del male, di ciò che è lecito da quello che non lo è, è lì che ti rendi conto che c'è più bene nel male che bene nel bene.
Non è stato facile varcare il confine della fortezza che aveva eretto con quelli che per lei, erano perfetti sconosciuti.
Ma alla fine seduti a cena e a pranzo, cinque perfetti sconosciuti, ognuno con il suo dolore, la sua solitudine la sua battaglia hanno fatto il miracolo.
Lei ha parlato del suo dolore interiore, della sua battaglia per farcela senza medicine, per non essere sopraffatta da dipendenze mentre tentava di tenere a bada la bestia interiore che tenta di sottometterla.
Ha parlato dei suoi progetti, del suo lavoro di sua mamma, un fiume in piena .....
Come dimenticarla.
Ci hai toccati e ci hai insegnato qualcosa.

martedì 6 giugno 2017

L'importanza dei vestiti (per alcuni)



Appoggiata ad una macchina, sotto casa, aspettavo mia figlia, con lo smartphone in mano, controllavo gli aggiornamenti degli amici su Facebook.
A qualche metro da me, sul  marciapiede la voce di due donne giungeva a distrarmi.
Le due erano alquanto diverse:
Una, con i capelli rossici corti, la riga da un lato,
 mocassini neri, trench nero a piccoli pois bianchi stretto in vita,
altezza sotto il metro e sessanta,
atteggiamento rigido, con il collo lievemente incassato,
età sopra i sessanta.
L'altra circa un metro e settanta, grazie ad un paio di sandali, simili alle ruote di un fuoristrada. Capelli con colpi di sole chiari, tenuti con elastico, che lasciava libero un ciuffetto di capelli  discutibile,
jeans rotti al ginocchio e giubbettino di finta pelle nera.
Atteggiamento sciolto e ciondolante, età sui cinquanta.
Spezzoni di frasi, che facevano capire si parlasse di vedovi e nuove compagne.
Complice il ritardo di mia figlia, allungo l'orecchio alla conversazione delle due estranee.
La rossa parlava di un' esperienza che l'aveva fatta soffrire non poco.
Si era prestata, benché atea, ad aiutare in parrocchia per organizzare un evento, e per tal fatto aveva conosciuto giovani, tra cui una ragazzina e i genitori, in questo caso il padre della ragazzina vedovo fresco.
Aveva, in seguito  fatto amicizia con la ragazzina.
Non si sa bene per quale motivo,  si era diffusa la voce che il genitore vedovo e lei avessero una storia, la qual cosa era giunta alla giovane, che arrabbiata era andata ad accusarla di aver occupato il letto caldo della madre.
Mentre raccontava, la signora con il trench nero a pois bianchi, alzava sempre più la voce e le spalle, incassando sempre più il collo, mentre la signora con il jeans strappato assumeva una posizione di imbarazzo, con la bocca che andava sempre più ad aprirsi....
Testuali parole della piccola signora che disse all'orfana:
" Tu, hai visto dove compro i vestiti?, Pronunciando il nome di uno dei negozi più esclusi della città, hai visto che spendo anche mille o duemila euro per i vestiti, hai visto che faccio un certo tipo di viaggi ......
E ti pare che io,calcando IO,  rinuncerei ala mia vita, ai miei vestiti, ai miei viaggi, alla mia libertà, per accudire tre mocciosi come voi? Perché questo significherebbe avere una relazione con tuo padre: accollarsi voi!"
La signora con le ruote al posto delle scarpe, a quelle parole è diventata rossa in viso e ha chiuso la bocca.
Ho visto che ha guardato l'orologio ed è andata via veloce.